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Sospensione Elettronica Cannondale Simon
09.02.2010 17:40:05
Categoria: Technik
Se pensavate che gli ammortizzatori oleopneumatici-elettronici fossero l’ultima frontiera dell’evoluzione della ciclistica, rifatevi gli occhi con Cannondale Simon!
Onde evitare coronarie che partono e tic nervosi per aver appena svuotato il portafoglio per un ammortizzatore oleopneumatico, iniziamo con il dire che non si tratta di un’accessorio per scooter.
Si tratta di una nuova tecnologia mostrata al CES 2010 (mostra dell’elettronica che ogni anno si svolge a Las Vegas), per il momento applicata alle mountain bike.
Ma da appassionati, sognatori, fanatici e anche un pò malati quali noi siamo ci è sembrato giusto, nonché doveroso presentarvela.
In fondo riguarda pur sempre un’accessorio che abbiamo anche sui nostri scooter: le sospensioni!La Cannondale è un’azienda americana che produce componenti per biciclette, la cui filosofia è essere differenti…e non c’è che dire…con questa sospensione ci sono riusciti in pieno!
A differenza delle ultramoderne sospensioni “elettroniche” (o meglio ibride) dove vi è una parte oleopneumatica più o meno classica a cui è abbinato un particolare olio in grado di variare la viscosità grazie ad un comando di una apposita centralina dedicata, Simon è completamente priva delle parti meccaniche e fluide che caratterizzano i convenzionali ammortizzatori.
La differenza con i “preistorici” ammortizzatori oleopneumatici poi è ancora più abissale.
La soluzione usata da Cannondale prevede l’impiego di un dispositivo elettro-meccanco che può variare in modo pressochè infinito non solo la “durezza” dell’ammortizzatore ma anche l’altezza da terra in base alle condizioni della strada.
Per rendere meglio l’idea del suo funzionamento basta osservare qui sotto:
Come si può notare non vi sono molle, olio, lamelle, aria compressa, azoto e quant’altro.
In compenso, per la felicità dei patiti dell’ high-tech è presente un display LCD a completare il quadro.
La genesi dell’idea sembra che sia stata l’eccessiva difficoltà di settaggio delle attuali sospensioni high-end.
Se non si sa dove mettere le mani, è tanto facile “assaggiare” l’asfalto, quanto prendere manciate di secondi da chi invece sà il fatto suo.
In MotoGP piuttosto che in F1, squadre di tecnici seguono un solo pilota alla ricerca del setting ideale. Stessa cosa vale anche per la Superbike, dove le complicate sospensioni elettroniche (ibride) non sono presenti, ma si lavora con più “semplici” sospensioni oleopneumatiche.
Simon utilizza il peso del pilota (che è anche possibile bypassare) per fornire una configurazione iniziale di messa a punto…ma è solo l’inizio.
Ci sono diverse modalità impostabili grazie ad un pad posto sul manubrio, che variano altezza e comportamento della sospensione che utilizzando accelerometri e sensori di vario genere rileva gli urti dovuti alle asperità della strada ammorbidendo momentaneamente la sospensione in modo da attutire il colpo.
La sospensione rileva anche quando si fa un salto, preparando così la taratura per l’atterraggio, rendendo l’ammortizzatore progressivo e aumentando man mano la frenatura in compressione più la corsa della sospensione viene utilizzata, tutto questo sempre senza mai toccare nessuna regolazione.
Le mappature presenti presenti su Simon sono circa 10000, il che assicura di trovare la mappatura ideale.
Di serie si parte da 5 modalità principali, per venire in contro anche a chi non ha una grande dimestichezza con la ciclistica, ognuna di esse poi è completamente personalizzabile per i piloti più esigenti.
Lo sviluppo ha richiesto più di 5 anni e l’ingegnere a capo del progetto Stanley Song ha detto che è quasi pronta per la vendita.
L’unico punto dolente è il peso.
La sospensione infatti pesa 2 chili, circa il doppio di una sospensione high-end per MTB.
A questo proposito Song ha auspicato un’ulteriore sviluppo del prodotto, magari semplificandolo ulteriormente, per ridurre il peso dell’ammortizzatore.
Nonostante questi difetti di gioventù rimane comunque un progetto estemamente interessante.
Di seguito vi mostriamo un video della presentazione dell’ammortizzatore, dove Song ne mostra le caratteristiche:Infine una galleria fotografica:







[...] più che quadruplicherebbe… Riuscite poi ad immaginare una “combo” con quest’altro ammortizzatore che vi avevamo presentato? Come tutte le innovazioni ci vorrà ancora un pò prima [...]